Riassunto

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Con la presenza del Presidente Fondazione Donizetti Dott.Giorgio Berta e il Direttore del Teatro Donizetti Dott.Massimo Boffelli

Nel corso della conviviale, i soci hanno avuto il privilegio di ascoltare l’intervento di  Giorgio Berta ,Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, che ha saputo accompagnare i presenti in un racconto intenso, ricco di significato umano e professionale.L’intervento ha preso avvio da una riflessione ampia sul concetto di cultura, spesso oggetto di giudizi superficiali e contrapposizioni. È stato sottolineato come la cultura non possa essere gerarchizzata, ma vada piuttosto riconosciuta nella sua pluralità di espressioni: dalla musica classica a quella contemporanea, dal teatro tradizionale a quello più innovativo. Una visione inclusiva, che invita a superare le contrapposizioni e a riconoscere valore in ogni forma di espressione culturale.

Entrando nel vivo dell’esperienza, Berta ha ripercorso le fasi iniziali del suo incarico alla guida della Fondazione, inizialmente percepito come marginale e poi rivelatosi di straordinaria complessità. La Fondazione si presentava infatti come una realtà fragile, priva di una struttura consolidata, con risorse limitate e numerose criticità organizzative e normative.

È proprio in questo contesto che ha preso forma un percorso di costruzione condivisa, grazie al la tenacia di Giorgio Berta se  al contributo di un gruppo eterogeneo di collaboratori e al sostegno determinante della città. Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale bergamasco, che ha risposto con generosità, permettendo di raccogliere risorse fondamentali per il rilancio del Teatro.Il Dott.Berta ci ha raccontato le innumerevoli visite che ha fatto agli imprenditori Bergamaschi per illustrare il piano di rinnovo del teatro Donizetti.

Ovviamente non sono mancati momenti difficili: confronti e a volte divergenze artistiche hanno accompagnato il percorso, così come le sfide impreviste legate alla pandemia. In quel contesto critico, la Fondazione ha saputo reagire con creatività, dando vita a iniziative innovative come la trasmissione degli spettacoli a distanza, mantenendo vivo il legame con il pubblico anche nei momenti di isolamento.

Di particolare intensità è stato il passaggio più personale dell’intervento, in cui è emerso il legame profondo tra la dimensione professionale e quella umana. Il racconto ha restituito il senso di una motivazione interiore radicata, capace di sostenere l’impegno anche nei momenti più complessi.

Il momento culminante del percorso è stato individuato nella riapertura del Teatro Donizetti, vissuta come una vera e propria festa della città. Non un evento elitario, ma un’occasione di partecipazione collettiva, simbolo di un progetto che appartiene all’intera comunità.

Della riapertura del teatro, come di altre sfaccettature del proprio lavoro per rendere sempre attrattivo il programma teatrale di Bergamo, abbiamo ascoltato il dottor Massimo Boffelli Direttore Teatro Donizetti.

Dal suo racconto emerge con chiarezza un tratto distintivo: la capacità di vivere il proprio ruolo non solo come funzione gestionale, ma come autentico servizio alla comunità.

Nelle sue parole, il Teatro Donizetti non è semplicemente un luogo di spettacolo, bensì una vera e propria casa per i bergamaschi: uno spazio in cui la cultura diventa occasione di incontro, di crescita e di condivisione. È proprio in questa visione che si riconosce una profonda sintonia con i valori rotariani, dove il senso di appartenenza e la responsabilità verso il territorio rappresentano elementi fondanti.

La sua azione si muove con equilibrio tra concretezza e visione: da un lato la gestione attenta e rigorosa, dall’altro la volontà di rendere il teatro sempre più accessibile, aperto e capace di dialogare con un pubblico ampio e diversificato. Per questo motivo è particolarmente significativa la sensibilità con cui viene interpretato il ruolo del teatro nel tessuto cittadino: non solo luogo di intrattenimento, ma spazio di elaborazione collettiva, capace di restituire bellezza e significato anche nei momenti più complessi della vita sociale.

Colpisce, infine, lo stile personale di Boffelli: discreto, mai protagonista, ma costantemente orientato a valorizzare il lavoro di squadra e a creare le condizioni affinché il teatro possa esprimere al meglio la propria funzione culturale. Una presenza silenziosa ma determinante, che richiama il valore rotariano del “servire al di sopra di ogni interesse personale”.

In questa prospettiva, il Teatro Donizetti si conferma non solo un’eccellenza artistica, ma un patrimonio condiviso, capace di unire, ispirare e rafforzare il senso di comunità.

Oggi la Fondazione rappresenta una realtà solida e riconosciuta, capace di attrarre pubblico e di coinvolgere diverse generazioni. Il Teatro è tornato a essere un luogo vivo, frequentato e sentito come proprio dai cittadini, confermandosi come uno dei principali punti di riferimento culturale del territorio.

L’intervento si è concluso con un invito chiaro e condivisibile: vivere il teatro, sostenerlo, partecipare attivamente alla sua vita. Perché la cultura, quando è condivisa, diventa un bene comune e un’eredità preziosa da trasmettere alle future generazioni.

Abbiamo Ringraziato il Presidente  ed il Direttorw per aver condiviso un percorso fatto di scelte coraggiose, difficoltà trasformate in opportunità e amore per il bene comune. Il messaggio che portiamo con noi è chiaro: la cultura vive solo se viene abitata, sostenuta e condivisa