Riassunto

La conviviale del 9 aprile, con la relatrice Myriam Lodovici, ha offerto una riflessione concreta sul valore del talento femminile in azienda, presentato non solo come tema etico, ma come vera leva di competitività, innovazione e crescita. Supportata da studi di realtà internazionali, la serata ha mostrato come una maggiore presenza femminile, soprattutto nei ruoli decisionali, favorisca decisioni più equilibrate, maggiore solidità e capacità di innovare.
La serata è stata inoltre arricchita dall’ingresso del nuovo socio Roberto Robert, trasferitosi dal Rotary Club Hospital One, descritto come una persona generosa e appassionata di scrittura e lettura di libri gialli.

Il talento femminile come leva di valore 

Relatrice Myriam Lodovici 

La conviviale del 9 aprile ci ha offerto molto più di una semplice riflessione: è stata un’occasione autentica di confronto, capace di toccare corde profonde, personali oltre che professionali. Il tema affrontato – come attrarre, trattenere e valorizzare il talento femminile in azienda – è stato proposto con uno sguardo nuovo, lontano da schemi ideologici e vicino invece a una visione concreta, quasi “imprenditoriale”: non una questione di giusto o sbagliato, ma una vera leva di competitività e crescita. Supportata da studi autorevoli di realtà internazionali come McKinsey&Company e Boston Consulting Group, la serata ha evidenziato con chiarezza come le aziende capaci di integrare una maggiore presenza femminile, soprattutto nei ruoli decisionali, ottengano risultati migliori: più innovazione, maggiore solidità nei momenti di crisi, decisioni più equilibrate. Ma al di là dei numeri – pur significativi – ciò che ha colpito è stata la riflessione sul perché questo accada. I team diversi funzionano meglio perché si confrontano di più, perché si mettono in discussione, perché evitano il rischio del pensiero unico. La diversità diventa così non un ostacolo, ma un motore: genera dialogo, stimola visioni nuove, arricchisce le decisioni.

Particolarmente coinvolgente è stato l’esercizio proposto, che ci ha portato a guardarci dentro con sincerità: da chi ci facciamo influenzare ogni giorno? La risposta, quasi inevitabile, è stata sorprendente nella sua semplicità: tendiamo a circondarci di persone simili a noi. È un meccanismo naturale, rassicurante, ma che rischia di limitare la nostra capacità di innovare e crescere. Ecco allora emergere una consapevolezza importante: l’inclusione non è spontanea, va costruita. Il percorso indicato è chiaro e concreto: attrarre, trattenere e sviluppare il talento. Ma soprattutto, passare da una logica di uguaglianza a una di equità. Non dare a tutti le stesse opportunità, ma dare a ciascuno ciò di cui ha realmente bisogno per esprimere il proprio valore. L’immagine finale, semplice ma potente, dell’albero da cui cadono le mele ha reso questo concetto immediatamente comprensibile: non basta offrire la stessa scala a tutti, se le condizioni di partenza sono diverse. È necessario “raddrizzare l’albero”, creare cioè contesti realmente inclusivi. La serata si è così conclusa con un messaggio che merita di accompagnarci anche oltre la conviviale: la diversità esiste, l’equità si sceglie, l’inclusione si costruisce nel tempo. Un invito, per tutti noi rotariani, a essere non solo osservatori, ma protagonisti di questo cambiamento, portandolo nelle nostre aziende, nelle nostre professioni e, prima ancora, nel nostro modo di pensare.

È stato un vero piacere , un’immensa gioia ed una grande opportunità poter sentire dalla voce di Myriam Lodovici una ,io la definirei ,lezione per tutti noi imprenditori ed anche per coloro che vivono costantemente negli uffici a contatto con il genere femminile, a volte ancora sottovalutato .Credo che gli spunti che ci ha dato servono trasversalmente tutti noi.

Nella medesimo occasione è stato un privilegio per me poter spillare il nuovo socio Roberto Robert che ha effettuato il suo passaggio dal club Rotariano Hospital One al nostro.
L’amico Roberto è una persona molto generosa, benvoluta da tutti con una grande passione per la scrittura e la lettura dei libri gialli, che ci ha onorato in passato, della sua presenza, presentandoci i suoi scritti.