Bollettino R.C. Dalmine Centenario 4 luglio 2019

Bollettino R.C. Dalmine Centenario 4 luglio 2019

Il messaggio del neo presidente Valentino Cettolin

 

Sono stato onorato di ricevere l’investitura a presidente per l’anno rotariano 2019-2020, attorniato dal vostro calore piacevole, che non fa sudare ma riempie il cuore. Prima di assumere il mandato dalle mani di Alessandra Ravasio ho partecipato a diverse cerimonie di investitura di amici presidenti di altri club bergamaschi e, nella serata del passaggio di consegne, ho avuto l’onore di averne una pregevole presenza. In tutte le cerimonie di investitura, chi con linguaggio più forbito e loquace, chi con discorsi più concisi ma efficaci, tutti indistintamente hanno rimarcato in maniera chiara e fatto proprio il motto o per meglio dire il tema dettato dal Presidente Internazionale Malone per l’anno rotariano 2019-2020 che è: il Rotary connette il mondo. E come può il Rotary connettere sempre più e meglio il mondo se non attraverso le sue azioni, i suoi service, la ricerca di nuovi soci i quali, condividendo lo spirito della fellowship rotariana, amplifichino sempre di più questo messaggio che il fondatore Paul Harris ha lanciato nel 1905 «Il Rotary è in grado di coinvolgere il mondo con i suoi ideali di amicizia, di comprensione e di servizio». Il Rotary è uno stile di vita. Uno stile di vita buono, naturale, completo e pieno di amicizia: pensandoci bene, il mondo è pieno di potenziali rotariani, sta a noi riconoscerli.

Io sono stato investito della responsabilità di guidare il club per questo anno 2019-2020 e, devo dire, che non mi sento un fardello addosso come spesso scherzosamente ti dicono nei vari incontri distrettuali nel periodo dell’incoming, il periodo di avvicinamento e questo per due motivi, anzi tre; il primo è che faccio parte di un club nel quale la fellowship è addirittura insita nel dna di ognuna di queste persone e ciò mi rende facile approcciare questo compito con la consapevolezza che posso contare sul supporto e la disponibilità di ognuno di loro; il secondo motivo è dato dal fatto che sono circondato fuori dal club da amici presidenti di altri club con i quali si è instaurato un rapporto di reciproca stima e condivisione di obiettivi che raramente nella mia esperienza professionale ho incontrato in maniera così spontanea e vera; il terzo motivo per cui mi sento a mio agio è perché ho deciso di affrontare questo impegno con la teoria del calabrone….. si dice, secondo studi scientifici condotti molti anni fa che il rapporto tra la sua conformazione e peso e la sua ridotta superficie alare il calabrone non potrebbe volare… ma lui non lo sa e continua serenamente a volare. Rinnovo, a nome del club, il più sincero e profondo ringraziamento alla nostra past-president Alessandra Ravasio per tutto ciò che in questo anno appena concluso è stata capace di mettere in campo con dedizione e impegno ottenendo, ne sono assolutamente certo, il plauso di tutti i nostri soci presenti e non. E siccome ha l’onore di essere stata la prima presidente donna del Dalmine Centenario, e succedere in toto ad una donna capace non è mai cosa semplice, ho ritenuto opportuno nominarla mio vice presidente.

Bollettino R.C. Dalmine Centenario 28 giugno 2019

Bollettino R.C. Dalmine Centenario 28 giugno 2019

Nella cornice dell’Opera Restaurant si è celebrata la cerimonia del passaggio di consegne tra Alessandra Ravasio e Valentino Cettolin, il quale dal primo luglio inizierà ufficialmente l’anno di presidenza 2019-2020.
Cerimonia sobria quanto partecipata, con i ringraziamenti rivolti ad Alessandra per il proficuo e prezioso operato, e i propositi di continuità di Valentino. Auguri estesi anche a Roberto Lodovici, neo assistente del Governatore 2042. Prima di passare il collare, Alessandra Ravasio ha insignito di PH Michele Monaci, segretario del club. Non senza avere ricordato l’amico e socio onorario Federico Friedel Elzi.
Carmine Pagano ha presentato Greta Marmiroli, vincitrice della nona edizione della borsa di studio intitolata al compianto socio Daniele Adorni e giunta alla nona edizione. Presenti per l’Universita’ di Bergamo presenti la prof.ssa Cattaneo, la quale ha lodato la finalità del Premio di laurea orientato a individuare giovani di valore, e il prof Cincinelli, relatrice della tesi sulla tematica dell’antiriciclaggio e del finanziamento al terrorismo.

Bollettino R.C. Dalmine Centenario 21 giugno 2019

Bollettino R.C. Dalmine Centenario 21 giugno 2019

A ORESTE CASTAGNA IL PREMIO MOIGE ALLA CARRIERA PER ESSERE UN PERSONAGGIO POSITIVO, RASSICURANTE E DEGNO DI FIDUCIA

“Sono infinitamente grato per questo premio del Movimento Italiano Genitori che dal 1997 è dalla parte dei genitori e dei bambini con risposte concrete alle loro richieste di aiuto. Ritiro il premio pensando ai 9 milioni e 800mila minorenni presenti in Italia e alle loro famiglie. Vorrei che si sentissero meno soli nello spazio digitale e in particolare contro il cyberbullismo. Navigare in rete è infatti un po’ come navigare in mare: occorre una patente per imparare a riconoscere i pericoli, a sapersi comportare e a capire dove trovare un porto sicuro”.

Con queste parole il regista Oreste Castagna, 60 anni il prossimo 28 giugno, nato a Milano ma residente a Bergamo, l’amico dei bambini, dei genitori e degli insegnanti oggi, venerdì 21 giugno, a Montecitorio alla presenza delle Istituzioni, di direttori di rete, autori, presentatori, attori e professionisti della tv e della comunicazione e del web ha ricevuto uno dei 28 Premi MOIGE a programmi tv, spot e canali Youtube di qualità dal MOIGE – Movimento Italiano Genitori nel corso della la XII edizione di ‘Un anno di zapping… e di like 2018 – 2019’, la guida critica ai programmi televisivi e ai canali Youtube a misura di famiglia.

Il premio MOIGE alla carriera ad Oreste Castagna, si legge nella motivazione, è per aver accompagnato, in quasi quarant’anni di carriera, generazioni di bambini con programmi divertenti, educativi, innovativi, facendo la storia della tv dei ragazzi e diventando un personaggio positivo, rassicurante e degno di fiducia nell’immaginario dei bambini e dei loro genitori.

Un impegno che continua quello di Oreste Castagna nel contrastare attraverso il progetto «Cyberbulli Nooo!» una grande emergenza sociale, il cyberbullismo che, secondo i dati raccolti dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza nel 2018 il ha colpito il 22,2% di tutte le vittime di bullismo. Un’emergenza attualissima, ribadita oggi dalla #Stopcyberbullyingday | 24h Scholas Talks in Vaticano dove in conferenza virtuale da tutto il mondo, dopo il messaggio inviato da Papa Francesco, giovani, rappresentanti delle istituzioni, esperti del campo e partner dell’iniziativa hanno fatto sentire la propria voce alla luce dei dati del 1° report globale sul cyberbullismo della fondazione Scholas.

«Cyberbulli Nooo!» a settembre entrerà nelle scuole di 9 comuni coinvolgendo 1500 studenti: a Cavernago, Palosco, Mornico, Calcinate, Tagliuno, Cividino, Bolgare, Chiuduno e a Sesto San Giovanni.

«Cyberbulli Nooo!» coinvolge gli studenti in prima persona con metodi multimediali e tecniche teatrali. A ognuno di loro viene chiesto di calarsi nei panni dell’altro, immaginandosi ora vittima ora carnefice. Obiettivo: prendere consapevolezza di cosa comporta, davvero, il cyberbullismo. Durante le performance di «Cyberbulli NOOO!», infatti, l’invito è a tenere accesi i cellulari per condividere le proprie sensazioni con il pubblico attraverso la piattaforma www.cyberbulli.com. Internet diventa così un volano di riflessioni, consentendo di raggiungere molte più persone con foto, video, testi non solo virtuali ma anche reali. I ragazzi del pubblico vengono invitati a salire sul palco per agire tra di loro in modo teatrale, provando emozioni vere fatte di sguardi, voci ed esperienze.

Con loro: gli insegnanti e i genitori, perché una comunicazione efficace sul cyberbullismo non può prescindere dal coinvolgimento dei più “grandi” che spesso restano all’oscuro di ciò che accade sul web. Oreste Castagna stimola anche il loro intervento attraverso il racconto di fatti di cronaca e riflessioni che spingono all’azione: parlare, confidarsi, chiedere aiuto. Così, con una modalità laboratoriale, i genitori non sono solamente invitati ad assistere o ad ascoltare, come spesso accade durante le conferenze, ma diventano parte attiva e partecipativa. E lo stesso stimolo è rivolto a enti, istituzioni e associazioni che partecipano al progetto, con l’intento di creare una rete tra i partecipanti affinché tutti, insieme, possano diventare attori del cambiamento.

 

Bollettino del 30 novembre 2017

Bollettino del 30 novembre 2017

UNA RADICE AUTOBIOGRAFICA NELL’ULTIMO LIBRO DI ROBERTO LODOVICI

 

Nel solco del programma segnato dal presidente Luca Scaburri, che dedica il suo anno alle sette arti liberali, il Rotary Club Dalmine Centenario ha concluso il mese di novembre ospitando una serata letteraria con l’autore che gioca in casa e scopre le sue carte in modo inaspettato. Roberto Lodovici, il quale qualche anno fa ci aveva destato con la sua opera prima dal titolo “Svegliamoci!”, ovvero come il potere finanziario sta cambiando la nostra vita, arriva a sorprenderci manifestando la sua vena di scrittore che va al di là delle analisi sulle turbolenze dell’economia per esplorare l’Io in modo introspettivo.  “La figlia che diede alla luce suo padre”, il nuovo testo dato alle stampe da Roberto Lodovici, è la storia di un percorso verso la consapevolezza, alla scoperta di se stessi. Ne è protagonista Michel, un affermato architetto, il quale, con l’aiuto della moglie Isabelle e grazie al singolare incontro con la figlia che sta per nascere, intraprende un viaggio ai confini della realtà che lo porterà, dopo un conflitto interiore, a salire tutti i gradini della scala sapienziale. In questa incredibile e toccante esperienza alla ricerca del profondo significato della vita, accompagnato dalla piccola Claire, scoprirà un linguaggio antico di pura energia primordiale, il linguaggio del cuore e dell’amore

L’originalità del libro e che sarà la figlia che sta per nascere a guidare il padre ed a illuminare il suo cammino. “La figlia che diede alla luce suo padre” ha in sé una duplice valenza. Mostra una nuova visione della relazione padre- figlia vista attraverso una dimensione più spirituale.

Può essere utile leggere un libro che ci porta a riflettere sul significato che siamo alla nostra vita? – ha chiesto a sé stesso e alla platea Roberto Lodovici. La risposta non piò che essere affermativa. Questo libro, infatti, ci porta a guardare fuori dalla finestra e a uscire di casa per poi rientrarci con più consapevolezza perché ci induce a nuove riflessioni. Ci spinge ad allargare i nostri orizzonti a a creare dei nuovi paradigmi. Il titolo stesso rappresenta già un cambio di paradigma. Quando mai una figlia dà alla luce suo padre? Il secondo paradigma si rifà a una citazione del cardinale Carlo Maria Martini: il mondo si divide tra chi cerca e chi ha smesso di cercare e non tra chi crede e chi non crede. E poi: se vuoi cambiare il mondo intorno a te, devi prima cambiare il mondo dentro di te – come ebbe a dire Mahatma Gandhi. In fondo – aggiunge Roberto Lodovici – se una persona non ama prima se stessa, come può essere capace di amare gli altri? La riflessione continua sulla complessità della persona, fino al paradigma finale: non credete a nulla di quanto scritto, perché quella è solo la mia verità. In altre parole – dice Roberto Lodovici – non credete a quanto ho scritto, ma aprite la vostra mente e riflettere su quanto scritto per costruirvi un vostro personale pensiero che conduca alla vostra verità.

La verità – conclude l’autore – è una terra con infiniti sentieri, ma senza solchi già precostituiti da seguire. Poi alla domanda su quanto c’è di contenuto autobiografico in questo libro, Roberto Lodovici non fa mistero di averne messo una buona e significativa dose. Non potrebbe essere diversamente per chi ha scelto un titolo che è cambio di paradigma.

 

 

 

I PROSSIMI APPUNTAMENTI DEL CLUB

Il 7 dicembre, come tutti i primi giovedì del mese, spazio alla riunione del consiglio direttivo che precede la serata dedicata al “Parliamo tra noi”. Appuntamento all’Opera Restaurant di Sorisole.

Il 14 dicembre tradizionale serata natalizia che abbiamo deciso di celebrare in interclub con il R.C. Hospital One G23, di cui siamo padrini. Appuntamento a La Vacherie di Brusaporto, allargato a familiari e amici

Bollettino del 29 settembre 2017

Bollettino del 29 settembre 2017

L’ITALIA A 360 GRADI

Mirella Pontiggia, socio del nostro club, ci ha regalato una serata a “360 gradi”, allo stesso modo di come ha vissuto la sua straordinaria esperienza alla direzione della sicurezza stradale della centesima edizione del Giro d’Italia. Comandante della Polizia Stradale di Bergamo dal 2009 e vice questore aggiunto, Mirella ha avuto la responsabilità del servizio di scorta della polizia stradale al seguito della corsa rosa. Un’avventura iniziata venerdì 5 maggio da Alghero, sede della prima tappa, a domenica 28 maggio nella città di Milano, atto conclusivo. Un viaggio attraverso l’Italia in 23 giorni condotto a bordo di un’Alfa Romeo “Giulia veloce”, a bordo della quale è stata posizionata una telecamera a 360 gradi che ha ripreso tutti i momenti. Mirella ha coordinato un organico di 40 persone, con 26 motociclisti dotati di Bmw R 1.200 RT e altri 5 mezzi tra auto e furgoni. Ad ascoltarla, nel corso della riunione del 28 settembre a La Vacherie di Brusaporto, i soci del Rotary Dalmine Centenario e quelli del RC Treviglio, Rotaract Treviglio e Inner Wheel Treviglio. Emozioni a mille e soddisfazione piena per avere assunto e portato a termine un compito di grande responsabilità. Mirella aveva già coordinato in precedenza importanti corse ciclistiche: Giro di Lombardia, Milano-Sanremo, Tre Valli varesine, Coppa Agostoni.

“Ho avuto l’onore di assumere l’incarico in occasione della centesima edizione del Giro, che ha coinciso con il 70esimo anniversario di costituzione della Polizia Stradale. Grande orgoglio per lei, che ha potuto riabbracciare i suoi due figli di 12 e 16 anni quando la corsa ha fatto tappa proprio a Bergamo, tra il 21 e il 23 maggio. Le cose che ricorda di più sono l’abbraccio e l’entusiasmo della gente, assiepata ovunque a bordo strada per vedere passare i girini, e la possibilità di ammirare le bellezze d’Italia e il fascino delle tappe di montagna. E la polizia stradale ha ricevuto la sua dose di applausi. Massima attenzione, naturalmente, perché ci può essere qualcuno che intralcia il percorso e creare situazioni di pericolo. Per questo la Polstrada opera in sinergia con le altre forze di polizia a presidio delle strade. Mirella spiega che ciascuno dei motociclisti riveste un ruolo ben determinato. In particolare la prima moto a transitare sul percorso di gara è equipaggiata da una bandierina di colore verde posta sulla ruota anteriore. Si trova a circa 3 chilometri dal primo corridore e segnala agli spettatori l’imminente arrivo della gara.

 

Un’altra moto è equipaggiata con una bandierina di colore giallo e si trova a circa 100 metri dalla testa della gara, mentre una moto con bandierina rossa viene sistemata per segnalare l’ultimo corridore in gara. Inoltre anche quest’anno la Polizia Stradale, in collaborazione con RCS – Gazzetta dello Sport, al fine di coinvolgere attraverso le scuole i più giovani ha impiegato il Pullman Azzurro, un Pullman Iveco 370 opportunamente modificato e attrezzato in aula multimediale itinerante, per mezzo della quale viene sviluppato il progetto di educazione stradale denominato Biciscuola. Biciscuola è il progetto educativo del Giro d’Italia giunto alla 16esima edizione che coinvolge ogni anno quattromila classi primarie di tutta Italia e centomila bambini. L’obiettivo è far conoscere ai giovani il mondo e i valori del Giro d’Italia, avvicinarli alla cultura della bicicletta, al fairplay, trattando anche i temi della mobilità sostenibile, educazione alimentare e stradale

 

Bollettino del 14 settembre 2017

Bollettino del 14 settembre 2017

 

E’ iniziato in trasferta il calendario delle attività del R.C. Dalmine Centenario, che si è dato appuntamento mercoledì 13 settembre all’auditorium Parenzan dell’Ospedale Giovanni XXIII, condividendo l’evento promosso dal Rotary Clyb Hospital One GXXIII che ha scelto il tema “Innovare per il futuro” per aprire la serie di appuntamenti dopo la pausa estiva, chiamando a intervenire protagonisti della cultura e del cambiamento, per testimoniare come l’innovazione sia il migliore investimento possibile e dettarne le ragioni e opportunità. Invitati Ferruccio De Bortoli, già direttore del Corriere della Sera e de Il Sole 24 Ore, gli imprenditori Maurizio Radici, amministratore di Radici Group, e Daniela Gennaro Guadalupi, presidente di Vin Service, il prof. Alberto Castoldi, già rettore dell’Università di Bergamo, mons Giulio Della Vite, segretario generale Diocesi e Curia di Bergamo, e Carlo Nicora, direttore generale Ospedale Papa Giovanni XXIII. I lavori sono stati introdotti da Roberto Dodesini, presidente del R.C. Hospital One G23, il quale ha sottolineato il ruolo del Rotary e l’attenzione che esso presta agli aspetti sociali e professionali, in particolare la presenza di un club all’interno di un ospedale che rappresenta di per sé una innovazione nel modello rotariano. In veste di moderatore Eugenio Sorrentino, del R.C. Dalmine Centenario che ha condiviso la serata in interclub, ricordando come il termine Innovazione ha una radice latina ed è sinonimo di “nuova idea” – “invenzione”, e sia passato più di un secolo da quando l’economista Joseph Schumpeter ha descritto il concetto di “innovazione” nella sua “Teoria dello sviluppo economico” come “l’imposizione di un cambiamento tecnico o organizzativo anche per via della sua invenzione”.

Abbiamo tutti consapevolezza che da molti anni le innovazioni non si limitano allo sviluppo di prodotti e servizi, come pure che innovare sia un investimento imprescindibile per garantire continuità e competitività guardando al futuro. Lo ha riconosciuto Ferruccio De Bortoli, il quale ha richiamato gli esempi più evidenti dei fenomeni innovativi, osservando come la presenza dei social avrebbe fatto raccontare in modo ben diverso l’11 settembre 2001, ma sottolineando anche la preoccupazione che accompagna le tecnologie più avanzate circa la possibilità di vedere soppresse o sostituite attività lavorative e professionali. D’altronde – ha osservato De Bortoli – la metà delle attuali professioni non esisteva 30 anni fa. E giorno dopo giorno le cronache raccontano di robot che si propongono prepotentemente alla ribalta per mansioni forse ben fatte, ma che non possono certamente sostituire l’umanità che dovrebbe accompagnarle.

De Bortoli si è spinto nel futuro prefigurando un taxi volante che arriva a caricare il cliente davanti alla finestra dello studio o dell’abitazione. Una proiezione per certi versi inquietante per lo scenario che l’accompagna. Ma ci sarà sempre un’idea e una coscienza che sostiene ogni innovazione, insieme a ciò che la motiva. Due importanti testimonianze hanno fatto capire come l’innovazione sia la chiave del successo. Quella di Maurizio Radici, che con i fratelli Angelo e Paolo condivide la guida del gruppo omonimo, uno dei più affermati produttori di materie prime a livello internazionale nel settore delle fibre sintetiche, dei materiali plastici e know-how chimico. Una multinazionale tutta italiana, con 3.000 dipendenti, che ha mantenuto la sua sede nelle valli bergamasche da cui, oltre 75 anni fa, tutto ha avuto origine. A seguire, Daniela Gennaro Guadalupi, che guida l’azienda Vin Service, leader mondiale nella produzione di impianti per la spillatura delle bevande, che ha tagliato da poco il traguardo dei 40 anni di attività. Tutto è nato da un’idea semplice, affermatasi rapidamente. Ma per conquistare e consolidare posizioni di mercato sempre più ampie si è affidata in modo convinto a ricerca e sviluppo che ha permesso di introdurre prodotti molto innovativi. ù

Volutamente e realisticamente fuori dal coro il prof. Alberto Castoldi, il quale ha messo a nudo la difficoltà che il mondo dell’università affronta nel promuovere ricerca e innovazione. E decisamente originale l’interpretazione data da mons. Giulio Dellavite, chiamato a toccare le corde dell’etica, il quale ha fatto ricorso al significato delle parole in bergamasco per paragonarli ad alcuni dei più diffusi e ricorrenti termini in uso nel linguaggio dell’economia. Infine, il dott. Carlo Nicora ha spiegato quale significato assume l’innovazione nel contesto ospedaliero. L’innovazione in sanità può consentire di dimezzare i tempi, rendere le procedure meno traumatiche, rendere più semplice ciò che prima era complesso; ma anche portare fama al medico che l’abbia sviluppata o successo all’azienda che l’ha realizzata; inoltre può ridurne le limitazioni (protesi cocleari, cardiache, ortopediche), mentre occorre interrogarsi sull’impiego dei farmaci innovativi e dei dispositivi più avanzati da applicare ai pazienti, che devono supportare in modo appropriato il percorso delle cure cliniche. (a cura di Federica Sorrentino)

 

L’incontro a tavola

Una lunga sosta al tavolo dei libri, per firmare le copie di “Poteri forti (o quasi)”,ultima fatica letteraria di Ferruccio De Bortoli che raccoglie 40 anni di giornalismo, ha preceduto la conviviale al ristorante La Marianna, dove l’ospite ha risposto alle domande sulle sue esperienze professionali e su alcuni temi toccati nei diversi capitoli.

 

 

 

 

Prossimo appuntamento: Fuoriporta alla Torre del Sole

Giovedì 21 settembre il Rotary Club Dalmine Centenario dà appuntamento a soci e loro ospiti alla Torre del Sole di Brembate Sopra per un fuoriporta tra stelle e pianeti. Dopo un apericena fissato alle 19:30, a partire dalle 21 la visita al parco astronomico che offre un approccio innovativo sviluppato attraverso numerose chiavi di lettura, che vede coinvolti oltre alle meraviglie dell’Universo anche aspetti legati alla sfera umanistica e artistica. L’elemento principale del Centro è naturalmente costituito dalla preesistente struttura del vecchio bacino pensile, al quale sono state apportate le modifiche atte ad accogliere al suo interno il nuovo telescopio con la propria cupola. Una seconda torre, interamente d’acciaio, si erge accanto alla prima, ospitando l’ascensore panoramico e la scala di servizio che, con i suoi 142 gradini, conduce alla sommità della costruzione. Da qui, grazie a una passerella aerea, si può accedere all’osservatorio astronomico, oltre che godere di una eccezionale vista che spazia per quasi 20 chilometri. Alla base della vecchia torre è stato ricavato un laboratorio eliofisico, nel quale la radiazione solare giunge verticalmente attraverso l’originario pozzo mediante un classico eliostato a tre specchi installato nella cupola. Nell’interrato, alla base delle due torri, è stata ricavata una modernissima sala conferenze capace di 120 posti a sedere, dalla quale si ha diretto accesso al planetario, con cupola da otto metri di diametro.