Lug 7, 2017 | periodico

Il collare a Luca Scaburri Ricevo il testimone da Beppe, un amico, che ha condotto quest’anno il club in modo corretto e puntuale, ponendo sempre la giusta attenzione alle mission del Rotary, alle richieste e necessità dei soci e finalizzare le energie per portare avanti i Service in corso. Non voglio tediarvi con programmi, obiettivi e risultati da raggiungere ma voglio esprimere la mia volontà di una gestione collegiale del nostro Club, innanzitutto con i colleghi del consiglio direttivo: saranno loro i miei più stretti collaboratori e il mio più valido aiuto. Confido inoltre nel supporto dei Past President e dei membri delle Commissioni, ma anche di tutti i soci. Ma questa “collaborazione” non deve sembrare un tentativo di alleggerire l’impatto nei confronti dei miei impegni ed dei miei doveri istituzionali nell’annata ma di creare sinergie fra i soci, consolidando ancora di più quel senso di appartenenza rotariana che ci accomuna.
Il tema presidenziale quest’anno è “FARE LA DIFFERENZA”, perché dobbiamo fare la differenza nel nostro mondo, nelle nostre comunità e nella vita del prossimo agendo al di sopra di ogni interesse personale. Abbiamo le capacità per fare la differenza perché siamo un club forte, pieno di entusiasmo e siamo abituati ad agire, ricordiamoci sempre che “noi siamo quel che facciamo”. Troviamo il tempo per agire di più sulla nostra comunità locale e soprattutto sui giovanni e su chi ne ha più bisogno.
Sono rotariano da pochi anni, ma la mia fortuna è stata quella di partecipare attivamente alla vita di club sin dal primo giorno, arrivando a considerarlo sotto certi aspetti come una famiglia. Il mio percorso di crescita non è iniziato poco tempo fa con l’ingresso nel Rotary, bensì più di 40 anni fa e per questo voglio in primis ringraziare la mia famiglia, mio padre e mia madre che sono stati in grado di trasmettermi valori che reputo fondamentali come il rispetto, l’amore, la passione, la sincerità, la gratitudine e il coraggio di agire. Li ringrazio per la costanza e la dedizione con la quale hanno saputo starmi vicino ed accompagnarmi nella crescita, anche nei momenti più difficili.
Ringrazio ALICE, mia moglie, che non estrema pazienza mi sopporta, supporta, ascolta, consiglia e soprattutto con l’amore è riuscita a dare piena continuità a quel senso di famiglia che tanto amo e ringrazio mio figlio Leonardo per ricordarmi ogni giorno quanto è meravigliosa la vita. E come non ricordare in questa sera un amico di tutti noi, un uomo la cui saggezza cultura rotariana e signorilità sono uniche, e che una sera di qualche anno fa, proprio in questo posto, mi disse: tu diventerai presidente del nostro Club, e davanti alle mie incertezze, con fare autoritario che quasi non ammetteva replica repricò: tu lo diventerai: grazie Friedel (Elzi) per aver riposto in me la tua fiducia, pazienza che poi lui sia migrato per fondare un nuovo Club. Vorrei anche ringraziare chi ha appoggiato la scelta di Friedel e mi è stato vicino nel preparare il passaggio: grazie Carmine, grazie Eugenio e Roberto Lodovici. La prassi per ogni neopresidente all’inizio dell’annata, è quella di coniare un mottp, Io NON avendo questa velleità vorrei invece riprendere, per sincero spirito rotariano il motto di Paul Harris: A prescindere dal valore che il Rotary ha per noi, il mondo lo conoscerà per i suoi risultati.
Beppe Pezzoli: un anno è passato
Una tappa molto importante nel percorso del nostro club: il passaggio delle consegne che Giuseppe Pezzoli e Luca Scaburri. Un rito rotariano che rappresenta la continuità del nostro club. “L’anno rotariano appena trascorso è stato particolarmente intenso nel corso del quale il nostro club ha fatto tante belle cose – sottolinea Pezzoli – In tal senso voglio ringraziare tutti i soci del R.C. Dalmine Centenario per la loro fiducia e per la loro preziosa collaborazione insieme a tutti i consiglieri che hanno fatto parte della mia squadra per l’anno 2016-2017, i presidenti e i membri di commissione, tutti i Past President e vorrei anche ricordare i nostri tre soci con incarichi distrettuali (Carmine Pagano, Friedel Elzi, Antonio Bernardini). L’anno rotariano che si è concluso ha visto il coinvolgimento dei nostri soci nelle numerose iniziative con la messa a disposizione della loro professionalità, delle loro competenze, della loro capacità organizzativa e soprattutto della passione che è un valore aggiunto molto importante e che è determinante per raggiungere i migliori risultati. Vorrei solo ricordare che ognuno di noi ha un suo piccolo e grande “tesoretto” che può mettere a disposizione del club ed è in ciascuno di noi la possibilità di concretizzarlo. Per quanto riguarda il nostro Piano Strategico, si è focalizzato sulla continuità delle attività del club, in particolare per i service pluriennali, ma anche con nuove iniziative che abbiamo condiviso insieme anche al Distretto, all’Orobico 2, e ad altri club del mondo rotariano. Il motto di quest’anno del Rotary International era “il Rotary al servizio dell’umanità” e quello del nostro club “condividere in amicizia” Credo che tutti noi, nel corso dell’anno abbiamo cercato di concretizzare questi due motti attraverso la realizzazione di molti service. Tra questi, voglio ricordare:
Sicurezza stradale (che Roberto Lodovici sta portando avanti brillantemente da diversi anni), a cui si è aggiunto il seminario organizzato dal nostro socio Gianluca Bagattini finalizzato alla formazione di guidatori consapevoli;
Spazio autismo e Bergamo Scienza (Eugenio Sorrentino)
Premio di laurea Daniele Adorni giunto alla 7^ edizione (Carmine Pagano)
Carrozzina per atleti disabili (Pezzoli/ Sorrentino)
Interact e Rotarct (Toni Cattaneo / Alessandra Ravasio)
Anche quest’anno è proseguito il corso di aggiornamento per insegnanti “La famiglia nel diritto” (organizzato e tenuto da Liana Nava)
Abbiamo realizzato la Raccolta di fondi “Pro Terremotati Centro Italia”
E infine voglio segnalare due service condivisi con altri club rotariani, come il sostegno al patronato S. Vincenzo di Sorisole (capofila l’amico Alberto Nacci del Sarnico) e Giochiamo Insieme (capofila l’amico Vilse Crippa del BG Ovest).
Nel corso dell’anno abbiamo organizzato molte conviviali e incontri vari, tutti molto belli e toccanti. In particolare non possiamo dimenticare il Passaggio delle consegne con Silvano Onori avvenuto il 15 giugno 2016 (cavolo è passato un anno, ditemi che non è vero). Durante i mesi di Luglio e Agosto abbiamo organizzato la Tavola Rotariana, che ha riscosso un grande successo coinvolgendo tantissimi nostri soci e amici, e che mi auguro Luca prosegua questa bella tradizione.
22 settembre Interclub con il Panathlon International Bergamo: incontro con il prof. Alfredo Calligaris, uno dei pionieri della medicina dello sport.
29 settembre Anteprima di Bergamo Scienza con il coinvolgimento del nostro socio Eugenio Sorrentino
20 ottobre Visita ufficiale al nostro Club da parte del Governatore Pietro Giannini, che purtroppo ci ha lasciati circa due mesi fa. Abbiamo perso un grande Governatore ma soprattutto un grande Amico (un ricordo accompagnato da un minuto di raccoglimento).
10 novembre “la Società del mutuo soccorso: storia e finalità”, relatore Dott. Claudio Merati
1 dicembre “il passaggio generazionale nelle imprese familiari: le regole da seguire (e gli errori da evitare)”, relatore il nostro socio notaio Gianluca Platania
12 gennaio “Il dono del Maís: dalla civiltà Maya alla cultura della polenta”, a cura del nostro socio onorario Paolo Valoti che ricordiamo ha organizzato in qualità di presidente del CAI per domenica 9 luglio l’abbraccio della Presolana coinvolgendo anche il nostro Distretto.
19 gennaio “La vita rimane la cosa più bella che ho”, relatore Mauro Bernardi. Un maestro di sci diversamente abile, che ci ha raccontato come è cambiata la sua vita dopo l’incidente.
26 gennaio Il reperimento delle risorse finanziare per le imprese che intendono crescere”, relatori il nostro socio Valentino Cettolin e Antonio Tognoli
9 marzo Interclub con il Panathlon International Bergamo: “Multitasking: risorsa o pericolo? Distrazione alla guida.”, relatrice d’eccezione: Mirella Pontiggia, Comandante della Polizia Stradale di Bergamo e nostro socio
23 marzo Interclub con l’Inner Wheel Club di Treviglio e dell’Adda. Tema della Serata: Viaggio nel Cuore della Birmania. Relatori: Roberto Peroni e Angela Aliberti (Presidente Inner Wheel Club di Treviglio e dell’Adda) con la presenza della Senatrice Albertina Soliani
venerdì 21 aprile In occasione dei 100 anni della R.F. Il Concertone dal titolo END POLIO “Il Racconto di un Sogno”, presso il Cineteatro San Filippo Neri di Nembro. Evento organizzato dall’orobico 2 con il contributo del nostro socio Oreste Castagna. (che ha permesso di versare alla R.F. circa 5.000 euro)
18 Maggio presso ex Aula Magna dell’Università in Sant’Agostino in Città Alta: La Leadership, conferenza del Prof. Domenico Bodega, Preside di Economia alla Cattolica di Milano. Con la partecipazione di tutti i Club Orobici.
Mercoledì 24 Maggio, interclub con il RC Hospital 1 e Inner Wheel di Treviglio al ristorante la Marianna presso Ospedale Papa Giovanni XXIII con relatore il 15 volte Campione del Mondo di motociclismo Giacomo Agostini.
14 giugno Presentazione del progetto Interact “Ferri corti” presso la splendida cornice del Monastero di Astino, a cura di Federica Sorrentino
24 giugno Congresso Distrettuale che si è svolto presso la Fiera di Bergamo con interventi di altissimo spessore
29 giugno Passaggio delle Consegne tra i Governatori del Distretto 2042 che si è svolto a Busto Arsizio
Nei giorni precedenti il Passaggio di Consegne ho partecipato insieme a Luca a diversi passaggi delle consegne dei club orobici e ora con il nostro chiudiamo il cerchio. Ma come dicono gli inglesi “Last but not least”.
Luca Scaburri indossa il Collare e la ruota si mette a girare. Eccolo con Alessandra Ravasio, presidente eletto per l’anno 2018-2019, che a sua volta passa l’incarico di Prefetto a Valentino Cettolin. Tra i testimoni del Passaggio di Consegne l’Assistente del Governatore del Gruppo Orobico 2, Umberto Romano.
LE NOSTRE PHF
Prima del Passaggio di Consegne, Beppe Pezzoli ha consegnato le Paul Harris Fellowship a Roberto Lodovici, Carmine Pagano e, su mandato del Governatore uscente Gilberto Donde, a Friedel Elzi, che ha lasciato il nostro Club (di cui è rimasto socio onorario) per fondare il R.C. Hospital One.




IL PREMIO DI LAUREA “ADORNI” A UN ROTARACTIANO
Enrico Ubiali, con una tesi sulla tematica del Dieselgate, (relatore il Prof. Mauro Cavallone, crrelatore il Prof. Jan Freidank dell’Università di Bergamo) che si è valsa la laurea con 110/110 cum laude nel luglio 2016, si è aggiudicato il Premio di Laurea “Adorni” assegnato ogni anno dal nostro Club. La tesi di Enrico Ubiali considera la tematica del “Dieselgate” lo scandalo legato alle motorizzazioni Diesel che ha coinvolto Volkswagen nell’autunno 2015 e che le ha causato conseguenze legate a: comportamento etico, credibilità aziendale, danno al consumatore, ripercussione finanziaria e risposta del mercato. L’ingente portata economica ed etica di questo scandalo sta avendo ancora oggi ripercussioni sia nell’ambito del core business dell’azienda che della Corporate Social Responsibility. L’elaborato è frutto di un’approfondita analisi su una tematica di grande attualità che ha visto lo studente collaborare con un pool di ricerca internazionale dell’Università di Bergamo e della THM di Gießen (Business School Tedesca vicino a Francoforte).
La tesi prende le mosse dall’analisi della recente letteratura di marketing sul tema. Un riferimento particolare va agli scritti di Coombs, Weiner, Kuhn, Schlegelmich, Gildea, Xie, Carroll, Child, Bowie e Brown e molti altri per le componenti “awareness of a scandal”, “hypocrisy in ethical behaviour”, “brand image”, “brand attitude” e “customer affection”.mSono stati poi analizzati i dati relativi ad un campione di 292 persone, intervistato nei primi mesi successivi allo scandalo, per osservarne le risposte classificate in 11 macroparametri per un complessivo di 75 domande ciascuno. L’analisi dettagliata ha visto poi l’elaborazione dei dati, purificati e classificati secondo inferenza statistica, ciascuno corredato da indicatori di coerenza e correttezza.
Lo studente ha poi voluto verificare il punto di vista dell’azienda:
- con la visita e le interviste presso Volkswagen Group Russia
- con l’intervista al dealer ufficiale di Volkswagen Audi Skoda Porsche di Bergamo, completando così la raccolta delle informazioni sul Dieselgate.
Le considerazioni finali a cui lo studente è giunto sono sintetizzabili in:
“Il Dieselgate è stato uno scandalo che ha colpito emotivamente il consumatore italiano. Nonostante tutto, la credibilità del gruppo Volkswagen e le politiche di crisis management hanno indotto il campione a non modificare il comportamento di acquisto. Ciò ha trovato conferma incrociata nei positivi risultati aggregati di mercato e nelle aspettative strategiche dell’azienda. L’agire etico di Volkswagen Group dovrà quindi essere implementato per garantire una nuova fiducia morale e qualitativa, dimostrata nel comportamento del consumatore”.
Il lavoro, primo e, per ora, unico nel suo genere, è frutto di un’approfondita analisi su una tematica di grande attualità perché descrive l’impatto del Dieselgate in un’ampia prospettiva e vengono specificate le misure correttive e la nuova company vision di Volkswagen, focalizzata sulla mobilità sostenibile. La tesi così come descritta ha ottenuto la votazione di 110/110 e Lode, avente come relatore il Prof. Mauro Cavallone e come correlatore il Prof. Jan Freidank (visiting professor dalla THM di Gießen).
Il lavoro è stato implementato sia a Bergamo sia all’estero, nel periodo in cui lo studente prendeva parte al progetto di internazionalizzazione “Complementary degree program in global business”, più precisamente presso HSE Nizhny Novgorod (Russia) e JKU Linz (Austria).
La sessione di laurea del 13 luglio 2016 ne ha visto la presentazione in inglese, lingua di stesura della tesi e dei corsi di laurea magistrale. Dal luglio 2016 il dr. Enrico Ubiali è cultore della materia del dipartimento SAEMQ dell’Università degli studi di Bergamo. Insieme al pool di ricerca italo/tedesco, sono state implementate ulteriori analisi statistiche sui dati raccolti che hanno condotto l’elaborato alla 19^ conferenza internazionale Toulon Verona (settembre 2016, Università di Huelva). Ne è derivato un conference proceeding co-firmato dal Prof. Mauro Cavallone, dal Prof. Jan Freidank, dalla Dr.ssa Melanie Bowen e dal Dr. Enrico Ubiali.
CHI C’ERA




MOMENTI PRESERALI




Mag 26, 2017 | periodico
A RUOTA DI GIACOMO AGOSTINI
Il Rotary Club Hospital 1 GXXIII ha promosso il suo primo interclub al ristorante La Marianna dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, riunendo i soci del R.C. Dalmine Centenario e dell’Inner Wheel Treviglio e chiamando un relatore d’eccezione come Giacomo Agostini, campione di motociclismo che ha lasciato una traccia marcata e indelebile nel mondo dello sport italiano e mondiale. Una tale figura non poteva tenere lontani i rotariani appassionati di imprese sportive. Insieme all’ADG Edoardo Gerbelli, presente Paolo Fiorani, presidente del R.C. Clusone, e numerosi soci appartenenti ai sodalizi dei Gruppi Orobico 1 e 2. Gran pienone per ascoltare alla viva voce di un protagonista assoluto i motivi di un successo straordinario maturato in tempi difficili e rischiosi per chi praticava il motociclismo agonistico. Giacomo Agostini ha vissuto la sua infanzia a Lovere, dove ha visto correre campioni di motocross come Carlo Moscheni, che gli sedeva accanto quasi a testimoniare un attaccamento paterno.
La passione lo ha assalito da adolescente, ragione per cui aveva bisogno dell’autorizzazione dei genitori a correre. Ottenuta la licenza sportiva, aiutato da Rovaris, concessionari Motomorini di zona, Agostini potè iniziare a cimentarsi tra i cadetti. La prima gara ufficiale, a cui partecipò con la fiammante “Settebello”, fu la gara in salita “Trento-Bondone” del 18 luglio 1961, nella quale si classificò secondo, alle spalle del celebre “Scoiattolo della montagna”, al secolo Attilio Damiani, campione italiano in carica e considerato imbattibile nelle cronoscalate. “I miei meccanici erano il panettiere e il farmacista – confessa – Le piste erano strade aperte al traffico, i caschi delle scodelle, la tuta pesava meno di un kg rispetto ai 10-12 di quelle odierne decisamente protettive”. La prima gara internazionale, vinta da Agostini, fu nella classe 250 della prestigiosa Coppa d’oro Shell, svoltasi il 19 aprile 1964 sul Circuito di Imola. Segnalato da Carlo Ubbiali, altro grande iridato bergamasco, Giacomo Agostini si presentò al conte Domenico Agusta e approdò alla MV Agusta partecipando al mondiale 1965 nelle classi 350 e 500 che lo avrebbero visto trionfare sui circuiti di tutto il mondo. Il suo palmares nel campionato mondiale è inequivocabile: ha disputato 190 gare, vincendone 123 e salendo sul podio 162 volte, aggiudicandosi 15 titoli mondiali, 8 in classe 500 e 7 in 350. Nella sua carriera Agostini ha fatto risuonare l’inno italiano 311 volte, comprese le gare valse 18 titoli nazionali, i dieci successi al Tourist Trophy (massacrante corsa di 360 km che ha mietuto decine di vittime tra i partecipanti) e la 200 miglia di Daytona, che lo ha visto gareggiare per la prima volta negli USA con una moto di 700 cc, vincere ma finire disidratato.
“E’ stato importante correre per una marca italiana” – dichiara Agostini, il quale ricorda quando, abbandonati i motori quattro tempi e con l’avvento del 2 tempi giapponese, egli finì per passare alla Yamaha alla fine del 1973. In compenso, ha rinunciato a girare un film di Pietro Germi preferendo correre in moto, anche se poi si è cimentato nei fotoromanzi. Appeso il casco al chiodo, da team manager ha vinto altri tre titoli mondiali. Differenze tra passato e presente? Una volta c’era più amicizia tra i piloti, la squadra Agusta era composto da 8 persone, oggi un team ne conta almeno 30 e soprattutto l’elettronica ha cambiato il modo di guidare la moto. Le qualità da riconoscere a Giacomo Agostini: la grande discrezione, la capacità di restare fedele alle proprie abitudini e amicizie, essere diventato manager di se stesso.

LA CORDATA DELLA PRESOLANA
Il nostro socio onorario Paolo Valoti, presidente del C.A.I. Bergamo, ci invita alla Cordata della Presolana, il grande evento del fine settimana dell’8 e 9 luglio 2017, a conclusione degli Stati Generali della Montagna verso un’agenda strategica condivisa della Provincia di Bergamo, e che si innesta all’interno di un progetto culturale per la sicurezza, salvaguardia e sostenibilità della montagna.
“Montagne per tutti” è un obiettivo generale che si concretizza in un’iniziativa particolare: rendere il rifugio Baita Cassinelli accogliente e accessibile anche ai disabili e alle persone con ridotte capacità motorie. Ogni partecipante alla Cordata sarà automaticamente anche finanziatore di questo progetto sociale e solidale.
Il giorno prescelto per la realizzazione della Cordata è domenica 9 luglio: all’ora stabilita tutti i partecipanti dovranno avere raggiunto il Campo Avanzato prescelto tra i 18 CA in cui il periplo è stato suddiviso per agganciare il proprio moschettone alla corda.
Sarà possibile scegliere il Campo Avanzato che si preferisce raggiungere indicandolo come preferenza nella fase di pre-registrazione e confermandolo poi in quella di registrazione. Ciascun Campo Avanzato può ospitare uno specifico numero massimo di, raggiunto il quale dovrai orientarti su un Campo Avanzato diverso. La cordata della Presolana è una grande sfida per le montagne e un simbolico abbraccio alla montagna che, con i suoi 2521 metri di altezza, è considerata l’incontrastata ‘Regina delle Orobie’. Ciascun partecipante alla Cordata della Presolana riceverà l’apposito kit costituito da: fettuccia, moschettone, t-shirt commemorativa e marsupio. Per avere il kit, è sufficiente scegliere la donazione base (5 euro).
Mag 22, 2017 | periodico
Alto profilo per la conferenza a tre voci sulla Leadership promossa nella cornice di Sant’Agostino, uno dei poli dell’Università di Bergamo. DOMENICO BODEGA, Preside della Facoltà̀ di Economia all’Università̀ Cattolica del Sacro Cuore di Milano, CARLO NICORA. Direttore Generale dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII e MARCO MANZONI, Presidente dei giovani imprenditori della Confindustria di Bergamo, hanno sviluppato il tema delle Differenze e similitudini di Leadership in un’impresa economica e in una sociale, inquadrando il profilo del Leader rotariano. A completare il parterre, nel ruolo di moderatore, LUCIO CASSIA. Professore ordinario e Presidente del Center for Young and Family Enterprise (CYFE) dell’Università degli Studi di Bergamo, che svolge attività di ricerca e di formazione nell’ambito dell’innovazione digitale, della leadership strategica e della nuova imprenditorialità.

Lucio Cassia
Dopo l’intervento di apertura a cura di Paolo Fiorani, presidente del R.C. Clusone, a Carlo Nicora e Marco Manzoni è stato affidato il compito di consolidare l’argomento con la loro solida esperienza di massimi dirigenti nelle rispettive realtà. Domenico Bodega ha messo a confronto l’organizzazione orizzontale, a clessidra e virtuale per inquadrare la figura del manager dei processi amministrativo e strategico, evidenziando come la leadership può configurarsi come gestione di paradossi, tale da mettere a confronto accentramento e decentramento, visione di lungo periodo e risultati di breve, continuità e cambiamento, controllo e consenso, efficienza e innovazione, leadership forte e spirito di gruppo. Il leader è proiettato per sua natura nell’azione volta a migliorarsi e migliorare il contesto in cui presta la sua opera. Pertanto, è alla ricerca dell’eccellenza, dell’efficacia (chiedendosi come dovrebbe essere un’organizzazione efficace), dell’integrazione. In quest’ultimo caso, entrano in gioco fattori come Leadership Forte, Socializzazione, Competenze condivise, Cultura a forte identità.
QUALI SONO I CARATTERI UNIVERSALI DI UNA LEADERSHIP ECCELLENTE? Secondo lo studio condotto da Bodega, la Leadership è fondata sulla costruzione di una chiara identita’ personale, è costitutiva di contesti organizzativi significativi, è sociale, condiziona l’efficacia delle organizzazioni, si fonda sull’INTEGRITA’ ETICA della persona. Ciò che si richiede è l’integrità personale, ovvero l’essere “Degno di fiducia”, “Giusto” e “Onesto”; la leadership visionaria e carismatica, ovvero l’essere “Incoraggiante”, “Positivo”, “Motivante”, “Capace nel costruire sicurezza”, “Dinamico”; l’orientamento al gruppo, cioè l’essere “Comunicativo”, “Coordinatore”, “Costruttore di gruppi”. I caratteri della cultura italiana rivelano alcune specificità: Preferenza per la gerarchia, bassa propensione alla delega, elevati livelli di individualismo, paternalismo, autocrazia, mascolinità, collaboratori fortemente dipendenti dai capi.
Il leader ha una responsabilità culturale. Le persone guardano innanzitutto al comportamento della leadership, le cui azioni e le cui responsabilità vengono identificate con le azioni e le responsabilità dell’organizzazione.Le azioni del leader sono interpretabili come indicatori delle intenzioni dell’organizzazione. E’ la fiducia nel leader alla guida dell’azienda, la variabile in grado di influenzare il contenuto della relazione di scambio con l’organizzazione nel suo complesso. A chi chiede quali doti deve avere il leader, Bodega risponde: una particolare cura applicata allo svolgimento del proprio lavoro (Dimensione della Coscienziosità); una forte disponibilità a prendere parte attiva a tutti gli aspetti della vita dell’organizzazione (Dimensione della Disponibilità); un atteggiamento positivo, di stimolo e lealtà nei confronti dell’organizzazione (Dimensione di Lealtà); manifestazioni di altruismo nei confronti dei colleghi – es. fornire assistenza spontanea ai nuovi assunti o a chi si trova in difficoltà nel lavoro – (Dimensione dell’Altruismo); atteggiamenti favorevoli ai colleghi: impegnarsi a risolvere i conflitti, essere disponibili a cooperare (Dimensione della Cortesia).
L’orientamento al futuro
L’articolazione di una visione sfidante di un futuro migliore a cui i collaboratori sono chiamati ad avere una giusta motivazione; non comune determinazione, persistenza e sacrificio personale nell’interesse della visione e dei valori inerenti la visione; la comunicazione di aspettative di risultati elevati per i collaboratori e di fiducia nelle loro capacità di contribuire ai risultati collettivi; la manifestazione sicurezza di sé, fiducia nei collaboratori e nel perseguimento della visione; espressioni di attenzione per gli interessi dei collaboratori e della collettività
L’orientamento all’esterno richiede una valutazione positiva dei collaboratori e della collettività; comportamenti strumentali e simbolici che enfatizzano e rinforzano i valori che compongono la visione; comportamenti che sono modelli di ruolo e da esempio rispetto ai valori che costituiscono la visione; comportamenti che sono da allineamento delle attitudini e dei modelli cognitivi con i valori della visione comune; comportamenti che accrescono le motivazioni dei collaboratori verso la realizzazione della visione
Come si caratterizza una vera leadership? Da una serie di qualità che è richiesto di sommare e fondere. Il possessore di una vera leadership deve essere: ispirato, innovativo, formale, credibile, comunicativo, dominante, visionario, attento agli interessi dei collaboratori, modesto, razionale, persuasivo, ordinato, compassionevole, orientato al lungo termine, un team builder, capace di integrare, partecipativo, costruttore di consapevolezza, calmo, coraggioso, diplomatico.
Mag 13, 2017 | periodico
Mai ci saremmo aspettati di dover usare il passato per parlare di Pietro Giannini, il nostro Governatore. Ci eravamo abituati ai suoi richiami ai princìpi del Rotary, a fare bene il Bene, a mettere da parte gli individualismi per concentrarsi sull’Azione. “Tra pochi mesi tornerò a essere un semplice socio” – aveva proferito nel marzo scorso a margine di un seminario promosso dai giovani dell’Interact sul delicato tema del cyberbullismo. Lui che ai giovani credeva in modo particolare e aveva spinto i Gruppi Orobici a sostenere il Festival Bergamo Scienza per contribuire alla crescita culturale del territorio e soprattutto delle nuove generazioni. Pietro amava il fare, voleva constatare il risultato, pareva burbero, ma aveva un cuore esageratamente aperto e credeva nell’amicizia. Al punto da scegliere di farsi ricordare com’è sempre stato, con la sua figura austera, la battuta pronta, il piglio severo che sveglia la coscienza. Un monito di Pietro era un invito allo scatto in avanti; le bacchettate solevano effetto. Da Governatore ha voluto essere come un padre che lascia fare ma non perde di vista. Pietro non pretendeva di piacere a tutti, ma si dava con generosità ed entusiasmo, tenendo quasi sempre accanto a sé la sua Sissi. Quando lei non c’era, lecito chiedersi perché non gli fosse accanto.
Pietro guardava oltre, preoccupato di consolidare il presente per lanciare il futuro. Per superare il senso di vuoto che egli ha lasciato non resta che richiamare i suoi discorsi. Celebreremo il suo congresso pensando che l’incompiuto è stato già tracciato. A noi il compito di continuare la missione del Rotary. Piccole grandi azioni, propositi da realizzare in un tempo breve o più lungo, la banca del tempo da arricchire e la famiglia rotariana da allargare con persone scevre dagli interessi e armate di buona volontà. Noi ci siamo. E Pietro pure, sempre.
Eugenio Sorrentino
Federico “Friedel” Elzi, uno dei nostri past president, ha mantenuto l’impegno preso con Pietro Giannini all’inizio dell’anno rotariano 2016-2017 fondando un nuovo club orobico, espressione della volontà distrettuale e degli obiettivi del Governatore. Ecco la sua testimonianza, a ricordo del rapporto di amicizia e collaborazione con Pietro Giannini, al quale ha inteso rivolgersi per un messaggio al presente.
“Eravamo abituati a sentirci spesso per via delle costanti informazioni che chiedevi per il nuovo ed ultimo Club nato, il RC Hospital 1 che hai seguito passo passo e da te definito come un sogno impossibile da realizzare in così poco tempo. Dai primi incontri agli ultimi con Sergio Moroni e il nuovo Presidente Roberto Dodesini hai sempre spinto verso il concetto del nuovo modo di fare Rotary e tutti ti abbiamo seguito su questa strada ! Ricordo il messaggio di quella mattina e poi la telefonata, in cui ci informavi che eri in Ospedale per fare una gastroscopia ….! Dopo 10 minuti è arrivato Dodesini, il quale ti ha seguito fino alla fine! Sapemmo subito delle tue condizioni, ma eravamo consapevoli che eri un leone e un combattente, e sia al telefono che per sms ci tenevi informati del tuo procedere! Non avevi perso il tuo gusto di fare ironia, quando scrivesti sono al cinema; solo dopo, al telefono, mi dicesti che stavi guardando il film della tua vita. E così hai fatto !
Avrei molto da dire, ci conosciamo da ben 40 anni, per lavoro e poi per il Rotary, e mi sei sempre stato vicino. Difficile dimenticarti con la tua Sissi al tavolo anche solo le ultime volte !
Non ti dimenticheremo Pietro, noi di sicuro ti avremo sempre nel cuore per tutte le battaglie fatte e anche vinte! Buon viaggio Pietro, sarai per sempre al nostro fianco e nei nostri ricordi con lo spirito toscano che ti ha sempre contraddistinto!”
Un rapporto magico
Gian Battista Gualdi è uno dei soci giovani del nostro Rotary. Lui, in breve tempo, è rimasto affascinato dal mondo rotariano e dalle figure che lo rappresentano. Una su tutte, quella di Pietro Giannini.
“Pietro non era solo il governatore ma l’uomo gentile che voleva passare a noi tutta la sua esperienza e la sua conoscenza. Un amico vero. Spesso riuscivamo a farci arrossire a vicenda. La prima volta che lo conobbi venni presentato e io, da persona rispettosa quale sono, usai il classico “Lei”: è così che si fa con le persone importanti! Lui delicatamente mi ammonì dicendomi subito che nel Rotary non c’erano gerarchie e mi pregò per il futuro di chiamarlo Pietro. Durante i suoi incontri davanti a immense platee, imperterrito come pochi, a un certo punto del suo coinvolgente discorso, citava la newsletter che aveva ricevuto da me e, se ero presente, mi ringraziava davanti a tutti. Trovava sempre delle parole appropriate e divertenti per spiegare la metafora contenuta nella newsletter. Mi ricorderò sempre quando Pietro ha citato la mia news sulle “mutandine”. Mi auguro che grazie a questa news Pietro abbia avuto la giusta intuizione. Secondo me l’ha avuta. Pietro, so che tu ci puoi vedere e vorrei che tu sapessi che in tutti noi hai lasciato un grande esempio come uomo e come maestro, con particolare classe ed eleganza. Grazie per averci insegnato come si progetta il futuro in questo mondo”.
Apr 11, 2017 | periodico
Il 10 aprile la Comunità Don Lorenzo Milani di Sorisole ha ospitato la riunione interclub tra Rotary Club Sarnico e Valle Cavallina e i Rotary Club Dalmine Centenario, Romano di Lombardia, Bergamo Nord, Bergamo Ovest e Treviglio. A fare gli onori di casa Don Fausto Resmini, il quale ha accompagnato i partecipanti in una interessante visita del complesso, che attualmente annovera circa 160 ospiti, impegnati in attività artigianali nei laboratori attrezzati, oltreché ad accudire gli animali allevati in loco e curare le coltivazioni realizzate per l’uso interno. I visitatori hanno potuto così prendere diretta cognizione degli sforzi profusi per offrire a tanti giovani in difficoltà per i più svariati motivi un ambiente sereno e un punto di riferimento utile a consentire loro una prospettiva di inserimento sociale e lavorativo. La serata è quindi proseguita in forma conviviale con la possibilità di apprezzare le capacità organizzative e gastronomiche dei giovani ospiti, che con sincero entusiasmo hanno accolto i Rotariani. A conclusione della cena, Alberto Nacci, tra Rotary Club Sarnico, ha brevemente introdotto l’intervento di Don Fausto, ricordandone, ove necessario, l’ infaticabile opera svolta nei confronti delle persone meno fortunate e di quelle provenienti da situazioni personali difficili e di emarginazione. Don Fausto, più che una relazione, ha svolto un chiaro ed appassionato quadro del contesto nel quale da molti anni opera con i suoi collaboratori, sottolineando come gli ospiti della Comunità, malgrado i diffusi pregiudizi, osservino le regole illustrate al momento del loro inserimento, che consentono cordiali rapporti con la popolazione locale e anzi testimoniano come le iniziative poste in essere abbiano il merito di interpretare in maniera adeguata le necessità della realtà odierna, che la politica non riesce spesso ad affrontare in modo efficace. Diverso approccio deve essere tuttavia riconosciuto alle Autorità locali, con le quali la Comunità ha instaurato da tempo una assidua collaborazione, che ha permesso tra l’altro un accordo con il Comune di Bergamo, in forza del quale è stato possibile prestare utile assistenza a favore degli immigrati di età inferiore ai 15 anni, assai numerosi nei nuovi flussi e spesso privi di alcun sostegno da parte di genitori e parenti.
Per questi minori è stato pertanto organizzato un servizio di prima accoglienza della durata media di circa due settimane, necessario per reperire una idonea collocazione di carattere duraturo. Di conseguenza anche la Comunità ha dovuto adeguare la propria struttura, favorendo un contatto personale tra i nuovi ospiti e gli educatori, nell’ambito dello svolgimento di determinati lavori ed attività, utili a creare un clima di fiducia e di reciproco rispetto. Un servizio di particolare importanza ha poi assunto il reparto di degenza, destinato ad accogliere le persone con necessità di cure mediche assidue, senza dover ricorrere alla ospedalizzazione esterna, nel mentre non viene ostacolato il proposito di allontanarsi temporaneamente dalla Comunità, allo scopo di coltivare rapporti personali con conoscenti e con soggetti provenienti da medesime regioni ed etnie, anche in vista di un possibile inserimento nel tessuto sociale già esistente. Assume comunque particolare rilevanza l’attività svolta dagli ospiti nei laboratori artigianali, in quanto il bagaglio di nozioni pratiche acquisite si presenta in ogni caso utile anche per chi, non avendo assicurata la possibilità di permanenza in Italia, potrà portare in patria quanto appreso durante il tirocinio svolto, quale dote utile per le proprie attività lavorative. In aggiunta al lavoro manuale svolto, circa 40 ospiti frequentano con assiduità corsi scolastici presso Istituti di Bergamo, nel mentre altri usufruiscono della disponibilità offerta in loco da insegnanti in pensione, che si prestano a fornire utili elementi di alfabetizzazione o di conoscenza della lingua italiana. All’ esposizione di Don Resmini ha fatto seguito l’intervento della dottoressa Laura D’Urbino, Giudice del Tribunale dei Minorenni di Brescia, la quale, proseguendo sulle tematiche svolte in precedenza, ha sottolineato le difficoltà che le persone addette al Tribunale (giudici, collaboratori, medici, assistenti sociali) devono affrontare quotidianamente, per valutare in modo corretto e puntuale un gran numero di minori, le cui vicende approdano all’Ufficio preposto. Il Tribunale dei Minorenni svolge infatti in campo civile attività sostitutive di quelle genitoriali, spesso inesistenti o inadeguate per incapacità dei titolari delle stesse o per concreta assenza. In tale contesto, i problemi da affrontare e risolvere presentano molteplici aspetti, che spesso richiedono interventi immediati e decisioni estemporanee, al fine di contenere situazioni con maltrattamenti e devianze ai danni di minori. Altrettanto diversificata è l’attività che deve essere svolta in campo penale, dove sovente si deve rilevare come i minori commettano reati senza particolari motivazioni e necessità di carattere economico o personale, spinti per lo più dal proposito di distinguersi nell’ambito del gruppo di appartenenza. Casi particolari, pur frequenti, riguardano situazioni familiari a delinquenza diffusa, in cui i componenti maggiorenni utilizzano la presenza e la collaborazione di minori, allo scopo di commettere reati, confidando nella impunità conseguente all’età anagrafica di questi ultimi. Il consumo ormai diffuso di sostanze stupefacenti ha poi un duplice effetto negativo, incidendo sulla salute e sullo sviluppo fisico e psicologico del minore, nonchè sulle frequentazioni dello stesso. A tale contesto non sono assolutamente estranei i minori di sesso femminile, che ormai partecipano, a pieno titolo e spesso con comportamenti ed effetti trainanti, alle medesime attività dei coetanei. Tra i minori di ogni sesso si registra inoltre l’assunzione sempre più generalizzata di alcool, facilmente reperibile in ogni contesto, che contribuisce a rendere più frequente il verificarsi di episodi di violenza, a fronte dei quali spesso la società, la famiglia e la scuola si trovano impreparati ed impotenti, anche per la incapacità di proporre validi modelli comportamentali di contenuto positivo. A tali problematiche cercano di porre un pur parziale rimedio le attività svolte in varie comunità, che spesso si sostituiscono alle famiglie, inesistenti o impotenti, e tentano di avviare percorsi di rieducazione dei singoli, pur escludendo provvedimenti punitivi, per lo più di scarso successo pratico. I dati e le considerazioni dei relatori hanno fornito lo spunto a vari interventi dei presenti, che hanno sottolineato concordemente l’importanza dell’attività svolta e la necessità di sostenere le iniziative di chi si fa diretto carico delle situazioni esistenti. Al termine delle relazioni è stata formalizzata la donazione del Service Minima Opera della Provvidenza, il cui bonifico era stato effettuato nella mattinata, con la stretta di mano tra Don Resmini e i Presidenti dei Club presenti.
Apr 7, 2017 | periodico
Il Giro d’Italia nella terra dei mille
Il Giro d’Italia 2017, edizione del centenario, rende omaggio a Bergamo, dove il 21 maggio è posto il traguardo della 15esima tappa ripartendo, dopo un giorno di riposo, da Rovetta. La 72 ore orobica della Corsa Rosa è stata presentata in anteprima il 6 aprile da Giovanni Bettineschi, patron di Promoeventi, società organizzatrice del passaggio della carovana, nel corso di una riunione congiunta del Panathlon Club Bergamo e del Rotary Club Dalmine Centenario, che si è svolta nella sala ristorante di Agnelli Cooking Lab. A fare gli onori di casa, insieme a Ciccio Agnelli e alla signora Marilena, i presidenti dei due sodalizi, Attilio Belloli per il Panathlon e Giuseppe Pezzoli per quello rotariano, i quali hanno salutato il prestigioso incarico conferito alla dott.ssa Mirella Pontiggia, comandante della Polizia Stradale di Bergamo e socio del R.C. Dalmine Centenario, chiamata a coordinare la viabilità e la sicurezza stradale al passaggio della carovana composta da 2.000 persone lungo i 3.500 km del Giro.
A fare da cornice alla serata alcuni campioni della bicicletta: Ivan Gotti, due volte vincitore della Corsa Rosa, Paolo Lanfranchi e Mirko Gualdi, e Claudio Corti, campione d’Italia su strada e team manager. Nei loro ricordi le emozioni che solo una corsa a tappe tra le bellezze d’Italia sa dare. Accanto a loro Michele Gamba, vicepresidente della Federazione Ciclistica Italiana, e Gianluigi Stanga, una vita da manager nel ciclismo professionistico. Alla serata si sono uniti Umberto Romano, assistente del Governatore del Gruppo Orobico 2 del Rotary, e Vilse Crippa, presidente del R.C. Bergamo Ovest. Il Panathlon Club Bergamo ha accolto due nuovi soci: Claudia Ratti, presidente ARiBi, impegnata nell’educazione all’uso della bicicletta, e Quirino Alcaini, architetto di fama con un passato da ciclista negli anni ’50, diventato panatleta alla vigilia dei suoi 80 anni.



